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La città dopo la sbronza.

Arrivare al Van Gogh Museum è un'impresa.

Non tanto per la distanza dall'ostello, quanto per la considerevole massa di distrazioni che le strade di Amsterdam presentano.
Tra noi otto viandanti che cercano la strada per quella mèta irrinunciabile, le tele del pazzo, c'è chi vuole le confezioni di caffè aromatizzato, chi un tanga fatto con caramelline di zucchero inanellate in fili di nylon, chi la bandiera dell'Olanda - quella giusta, chi una ciambella glassata, chi un caffè, chi - urgentemente - un bagno.

La città, la mattina dopo il delirio, sembra un'altra: stanca, stremata, appena uscita da una colossale sbronza. La puoi vedere: ha gli occhi iniettati di sangue e barcolla per le sue stesse strade, cercando di ricordare i particolari della sera precedente. Poi mangia una ciambella glassata, sorbisce un lungo, brodoso e rilassante caffè, e riprende faticosamente, sussurrando, la sua normalità.
Per il centro sono già passati gli spazzini e potresti specchiarti nel selciato, ma l'immondizia della festa ingombra ancora le vie più periferiche, verso il museo.

Ricongiungimento con il nostro agente ad Amsterdam, un'oretta di coda alla biglietteria, e poi solo colori.

Pubblicato il 11/8/2006 alle 18.12 nella rubrica Viaje.

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