.
Annunci online

 
colonnedercole 
Confessione di un pazzo.
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  bombay
Clelia
g
Il Blog di eriadan
La Libreria di Desio
sbloggata
chia
Ossama Boshra
babele
miele98
Jac
psiko
BACCO
FotoBlog
Eveline
chinaski
simopal
LucaP
ludiprussia
Dinodrillo
hollygolightly
arsenico
napolino
Il Nome Della Cosa
julie
Mediagonal
Yogurtalimone
suibhne
viaggio
vetro
Chema Madoz
Alessandro Bavari
Warnews
Pino Scaccia
Taliesin
Nefeli
Centro Studi del Vicino Oriente
albatroferito
TV Cartoon mania
Florilegio
Afascinantisimo
delfi
Lia
Dacia Valent
kelebek
mirumir
Clockwork
Trenidicarta
Babsi
San
Laura
Sherif
Blog-grafie
  cerca

"...vidi un tramonto a Querétaro che sembrava riflettere il colore di una rosa nel Bengala..."
Jorge Luis Borges, "L'Aleph"

Questo blog è sottoposto a regime autocensorio. L'autore si scusa per le offese arrecate e si impegna a non pubblicare mai più post diffamanti.

Che tempo fa a Querétaro:

The WeatherPixie

Questo blog aderisce a:




Biblioteca:
"Nessun Dove" - Neil Gaiman
"La Disfatta" - Émile Zola
"Sentiero Notturno" - Ludwig Hohl








 Blog Aggregator 3.0 - The Filter
 

Blogs Directory


Google PageRank™ - Post your PR with MyGooglePageRank.com

 
 
Locations of visitors to this page 
My status


 

Diario | Quaderno | Politichese | Cinemino | Stereoscopio | Tesare | Viaje | Carta | Novelle da Due Frasi |
 
Diario
1visite.

19 ottobre 2005

"La Disfatta" - Émile Zola.

E' un libro su una duplice sconfitta: da un lato la sconfitta militare della Francia di Napoleone III nel sanguinoso conflitto del 1870 contro la Prussia del cancelliere Bismarck, dall'altro la sconfitta dell'uomo, degradato al rango di bestia grazie alla guerra.

E' un libro duro. Crudo e difficile.
Le vicende narrate da Émile Zola sono come scatole cinesi. Ci sono tante piccole storie, i cui personaggi sono soldati semplici, caporali, sergenti, contadini, fratelli, sorelle, genitori e figli.
E poi la scatola più grande, che comprende, contiene e collega tutte queste piccole storie, la Storia, quella dei generali e degli imperatori, di Bismarck, di Napoleone III e della Comune di Parigi. Tutte queste storie sono unite sui diversi livelli, compenetrate, analizzate dall'interno, ma mai senza indulgere a visioni globali da manuale scolastico. Anzi, la Storia è osservata con gli occhi dei suoi piccoli protagonisti, di chi si gioca la vita nei campi di battaglia, di chi ha un promesso sposo al fronte, di chi cerca anche solo di sopravvivere, con tutti limiti di parzialità e incompletezza che questa visione può portare.

...e, alla fine, la guerra. Somma protagonista. La guerra che mangia tutto: la vita, l'amore, la dignità. E, al loro posto, partorisce mostruosità di sangue, bassezze irrazionali, immagini dell'alterazione, tutto perfettamente "legittimato" e inquadrato in uno stato di "normalità", proprio perché è esattamente questa la "normalità" di una guerra: la disfatta, appunto, dell'essere umano, che sia il vinto o il vincitore.

Appena prima della tremenda battaglia decisiva di Sedan, i tre protagonisti principali si ritrovano insieme ad aspettare l'inevitabile tragedia: Maurice, soldato francese volontario pieno di cultura, ideali e passione; Jean, contadino tornato all'esercito dopo aver perso tutto, dotato di una sensibilità che contrasta con la rudezza della sua provenienza sociale; Henriette, sorella gemella di Maurice, l'anima femminile del romanzo.

"E' vero, la odio, la trovo ingiusta e orribile... Forse perché sono una donna. Tutte quelle stragi mi rivoltano. Perché non riuscire a spiegarsi, a mettersi d'accordo?"
Jean approvava le parole di Henriette, scuotendo la testa. Anche a lui, illetterato ma pieno di buon senso, nulla sembrava più facile che mettersi tutti d'accordo, dopo essersi spiegati bene, e con calma.
Maurice, invece, uomo colto e passionale, giudicava la guerra necessaria, in quanto vita stessa, legge del mondo. Non è stato forse l'uomo pavido a introdurre l'idea di giustizia e di pace, mentre l'impassibile natura è un continuo campo di battaglia e di strage?




permalink | inviato da il 19/10/2005 alle 18:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
sfoglia
settembre        novembre