.
Annunci online

 
colonnedercole 
Confessione di un pazzo.
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  bombay
Clelia
g
Il Blog di eriadan
La Libreria di Desio
sbloggata
chia
Ossama Boshra
babele
miele98
Jac
psiko
BACCO
FotoBlog
Eveline
chinaski
simopal
LucaP
ludiprussia
Dinodrillo
hollygolightly
arsenico
napolino
Il Nome Della Cosa
julie
Mediagonal
Yogurtalimone
suibhne
viaggio
vetro
Chema Madoz
Alessandro Bavari
Warnews
Pino Scaccia
Taliesin
Nefeli
Centro Studi del Vicino Oriente
albatroferito
TV Cartoon mania
Florilegio
Afascinantisimo
delfi
Lia
Dacia Valent
kelebek
mirumir
Clockwork
Trenidicarta
Babsi
San
Laura
Sherif
Blog-grafie
  cerca

"...vidi un tramonto a Querétaro che sembrava riflettere il colore di una rosa nel Bengala..."
Jorge Luis Borges, "L'Aleph"

Questo blog è sottoposto a regime autocensorio. L'autore si scusa per le offese arrecate e si impegna a non pubblicare mai più post diffamanti.

Che tempo fa a Querétaro:

The WeatherPixie

Questo blog aderisce a:




Biblioteca:
"Nessun Dove" - Neil Gaiman
"La Disfatta" - Émile Zola
"Sentiero Notturno" - Ludwig Hohl








 Blog Aggregator 3.0 - The Filter
 

Blogs Directory


Google PageRank™ - Post your PR with MyGooglePageRank.com

 
 
Locations of visitors to this page 
My status


 

Diario | Quaderno | Politichese | Cinemino | Stereoscopio | Tesare | Viaje | Carta | Novelle da Due Frasi |
 
Diario
357655visite.

23 giugno 2006

Il dio dell'ostello.

30 aprile 2006

E' molto diverso, l'odore, oggi.

Adesso è un profumo di sapone pregiato, che fa a pugni con le pareti graffitate e la moquette macchiata. Nella "hall" - se così si può chiamare - dell'ostello, sulla parete in fondo, una porta a soffietto è sempre aperta  su quella che sembra una cucina.
Fin da quando sono arrivato, ovvero dall'altro ieri notte, un uomo è seduto lì a un tavolo e legge un grosso libro. Grossi ricci bianchi. Fuma e legge, legge e fuma.

Dopo la doccia rigenerante di stamattina, non è solo l'odore ad essere diverso. E' diversa la visione delle cose, dei particolari, dell'insieme.

Ad esempio: quell'uomo che legge un librone, seduto al tavolo della cucina, così circonfuso da quell'ovatta di luce cotonata, sembra un dio nordico o di qualche religione ormai dimenticata, calato nel fumoso mondo umano per qualche misterioso motivo. Forse aspetta qualcuno.
Qualcuno da giustiziare? Qualche criminale recidivo da condannare agli inferi? Oppure qualche giovine da far innamorare di qualcun altro?

O forse è solo il capoccia dell'ostello.

Devo - anzi, dovrei - bere meno, almeno oggi.

Era destino che, prima o poi, qualcuno lo avrebbe notato. Era destino, inevitabilmente. E lui, di affari inevitabili, se ne intendeva.
Quello smilzo con gli occhiali seduto là, davanti al bancone del bar, lo stava fissando da troppo tempo. Forse aveva intuito, forse...

...che noia. Come aveva sospettato, un dio non poteva stare tranquillamente a leggere il testo da lui stesso dettato e tramandato neanche nella cucina di uno sperduto ostello di Amsterdam.

A proposito, quanti errori in quel testo. Quante male interpretazioni, quante interpolazioni, intere frasi travisate, concetti completamente stravolti.
Avrebbe dovuto saperlo. Non avrebbe dovuto rispettare tutta quell'assurda trafila, quella burocrazia celeste: dettare la dottrina a un arcangelo, che l'avrebbe dettata a un cherubino, che l'avrebbe dettata a un angelo, che l'avrebbe dettata al mortale prescelto di turno o al gruppo di mortali eletti, mediante sogno, visione, epifania, apparizione, voci dall'oltretomba e/o infusione divina. Mortali prescelti che sarebbero stati solo i capistipite di una serie di numerosi stramboidi visionari, che avrebbero preso il testo e lo avrebbero soppesato, valutato, tradotto, chiosato, annotato, copiato, inanellato, infiorettato, qui non va bene, qui va corretto, questa parte è superflua, qui è a posto ma andrebbe modernizzata, questa cosa va spostata qui e questa lì, ecco finalmente un testo sacro come si conviene, la divinità voleva senza dubbio dire questeqquello e chi cambia una virgola è un apostata.
Fino alla successiva revisione ufficiale.

Avrebbe dovuto saperlo, e in effetti lo sapeva, ma ci aveva provato lo stesso.

Certo.
Vero è che non era stata poi un'idea così geniale cercare tranquillità in un ostello di Amsterdam proprio il week-end della Festa della Regina, quando 700.000 stramboidi visionari avrebbero invaso canali, vie, locali e soprattutto ostelli.

Riflettendo, pensò di nuovo che, a suo tempo, avrebbe dovuto dettare di persona tutta quella roba, senza intermediari.
A uno sano, però.




permalink | inviato da il 23/6/2006 alle 1:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
sfoglia
maggio        agosto